Content Marketing: Intro

7 Novembre 2017 Blog, Content Marketing Eleonora

Content Marketing: Intro

Outbound e Inbound

Ha oggi inizio la prima rubrica di Hive. Sì perchè quello sul Content Marketing è un discorso troppo ampio da poter snocciolare in un solo post. Cercheremo quindi di approfondire questa interessante ed efficace nuova strategia di marketing con articoli settimanali che possano arrivare a coprire tutti i vari aspetti e le varie sfumature di questo vasto argomento.

Iniziamo con una breve panoramica generale

Prendiamo il marketing tradizionale: io ho una cosa che voglio vendere, cerco di farla conoscere a quanta più gente possibile nella speranza che, in quell’enorme bacino d’utenza, sia racchiusa anche una piccola percentuale di interessati al mio prodotto.
A questo tipo di diffusione la gente reagisce in modo sempre più insofferente e si corre il rischio di alienarsi le simpatie dei potenziali clienti, anzichè attrarle. Pensate alle continue, moleste telefonate da parte delle compagnie telefoniche!
Non so voi, ma quando parte la pubblicità su Spotify io tolgo gli auricolari prima ancora di sentire l’inizio del jingle e li rimetto dopo un paio di minuti.

Questo tipo di “imposizione” è, oltre che fastidiosa, anche molto costosa per chi la commissiona. Alcuni media provano a scremare, così da ottenere il massimo dei risultati. Le emittenti tv, per esempio, cercano di convogliare gli spot in modo da mostrarli solo a un pubblico potenzialmente interessato. Difficilmente vedrete la reclame di una bambola alle undici di sera quando in palinsesto è programmato un film horror, no?

Ma per quanti sforzi si possano compiere, il marketing tradizionale menzionato poc’anzi, di tipo “outbound“, conosciuto anche come “interrupting marketing“, sta perdendo sempre più efficacia in un mondo di persone che non ne possono più di essere continuamente disturbate e che sono diventate completamente insensibili al bombardamento mediatico cui son sottoposte.

L’alternativa a questa forma di pubblicità indiscriminata e percepita come sempre più sgradevole esiste e sta diventando l’unica scelta sensata, vantando per di più un rapporto investimento-risultati senza precedenti: l'”inbound marketing“.

In questa variante non siamo noi a imporre i nostri prodotti al pubblico ma è il pubblico che viene attratto verso di noi. E non un pubblico qualsiasi. No. Quello che ci sta cercando, pur senza saperlo.
Se su un sito di scarpe finisce un utente che sta cercando televisori, beh, magari un giro per curiosità lo fa anche. Ma quante possibilità ha quell’utente di trasformarsi in cliente? I contenuti del nostro sito devono essere formulati per far sì che a trovarci siano proprio le persone che hanno bisogno dei nostri servizi. Con un investimento di tempo e di denaro minimo, faremo in modo di raggiungere solo potenziali clienti. Questi ultimi non saranno infastiditi dal nostro continuo bussare alla loro porta e per di più, avendoci cercato loro, saranno intenzionati a scoprire quante più informazioni possibili.

In altre parole, saremo stati raggiunti da un audience ben disposto nei nostri confronti e pronto ad ascoltare (o, nel caso del web, leggere). Trovarsi di fronte un pubblico interessato è un traguardo E-NOR-ME!

Ok, starai pensando, tutto ciò è molto bello, ma come ce le facciamo finire queste persone sul nostro sito di accessori per pc? La chiave sono i contenuti.

Ne parleremo nella prossima puntata: Content Marketing 2 – Content is King.

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